Colonnina per l'auto elettrica in garage: cosa può dire il condominio
Chi compra un'auto elettrica non ha più bisogno del permesso dell'assemblea in quasi nessun Paese. Cosa deve comunicare, cosa può frenare il condominio e chi paga.

In Italia chi vuole una colonnina nel proprio box la chiede per iscritto al condominio: l'assemblea delibera con le maggioranze dell'art. 1136 del codice civile e, se rifiuta o non decide entro tre mesi, il condomino può installarla a proprie spese (DL 83/2012, art. 17-quinquies). In buona parte d'Europa, invece, basta ormai una comunicazione.
Una prolunga che scende dalla presa delle luci del garage fino al posto auto 14 non è un punto di ricarica: è la bolletta dell'intero condominio che ricarica l'auto di un vicino. La scena si ripete nei palazzi di tutta Europa, e quasi sempre per lo stesso equivoco. Il proprietario crede che l'assemblea possa bloccarlo per sempre e non osa chiedere; il condominio crede di poterglielo negare. Nella maggior parte dei Paesi installare una colonnina nel proprio posto auto è diventato un diritto del proprietario, e il condominio non decide più se si fa, ma verifica come si fa. Quello che cambia da un Paese all'altro è la procedura: in alcuni basta comunicarlo, in altri il silenzio vale come assenso e in pochi, come da noi, serve ancora una delibera.
Cosa impone l'Europa e cosa deve ancora arrivare
La direttiva europea sulla prestazione energetica nell'edilizia, la Direttiva (UE) 2024/1275, dedica l'articolo 14 alla ricarica. Contiene due parti che è meglio non confondere.
La prima riguarda gli edifici nuovi e le ristrutturazioni importanti. Un edificio residenziale con più di tre posti auto deve avere il precablaggio di almeno il 50 % dei posti e le canalizzazioni per i restanti, così che la colonnina di domani non costringa a rompere i muri. Negli edifici nuovi, inoltre, deve esserci almeno un punto di ricarica installato.
La seconda riguarda gli edifici esistenti: obbliga gli Stati a eliminare gli ostacoli che impediscono a proprietari e inquilini di installare un punto di ricarica in un edificio residenziale e a semplificare la procedura. Il termine per recepirla nella legge nazionale è scaduto il 29 maggio 2026, ma non tutti i Paesi l'hanno fatto, e diversi avevano già una propria regola da prima.
Paese per Paese: comunicare, attendere o chiedere il permesso
La tabella riassume la regola generale per una colonnina a uso privato nel posto auto di proprietà di chi la installa. Maggioranze, termini esatti ed eccezioni sono nella norma citata.
| Paese | Cosa fa il proprietario | Cosa può fare il condominio | Norma |
|---|---|---|---|
| Spagna (esclusa la Catalogna) | Comunicarlo al condominio prima di installare | Non può impedirlo né metterlo ai voti | Ley de Propiedad Horizontal, art. 17.5 |
| Catalogna | Inviare il progetto tecnico alla presidenza o all'amministrazione 30 giorni prima e, a fine lavori, la certificazione | Proporre entro quei 30 giorni un'alternativa ragionevole; se non la realizza entro due mesi, il proprietario installa | Codice civile della Catalogna, art. 553-36.3 |
| Andorra | Portare il cablaggio attraverso le parti comuni fino ai contatori, con un sottocontatore | La legge non gli dà modo di opporsi | Llei 12/2004, art. 8.1, modificato dalla Llei 4/2016 |
| Francia | Raccomandata all'amministratore con la descrizione e lo schema dei lavori | Opporsi solo davanti al giudice, entro tre mesi e per un motivo serio e legittimo | Code de la construction, L113-16 e R113-8 |
| Belgio | Raccomandata almeno due mesi prima di iniziare | Opporsi entro quei due mesi se dimostra un interesse legittimo | Codice civile, libro 3, art. 3.82 |
| Germania | Pretendere che il condominio autorizzi i lavori | Decidere come si fanno, non se si fanno | WEG, §20.2 e §21.1 |
| Austria | Notificare a tutti i proprietari una ricarica lenta | Opporsi per iscritto entro due mesi; se tace, acconsente | WEG 2002, §16 |
| Italia | Chiederlo per iscritto al condominio | Approvarlo in assemblea; se lo nega o non risponde entro tre mesi, il proprietario può installare | DL 83/2012, art. 17-quinquies |
| Portogallo | Comunicarlo per iscritto con 30 giorni di anticipo se i lavori passano per le parti comuni | Opporsi entro 30 giorni, a maggioranza del valore dell'edificio e solo per motivi tassativi | Decreto-Lei 93/2025, art. 23 |
| Paesi Bassi | Con il regolamento tipo del 2017, darne notizia al consiglio direttivo; con regolamenti precedenti, chiedere la delibera dell'assemblea | Con il modello del 2017 non serve delibera; con regolamenti precedenti decide l'assemblea | Modelreglement 2017, art. 28 |
| Danimarca | Comunicarlo al condominio con almeno tre mesi di anticipo | Rifiutare solo per motivi tassativi; può chiedere una garanzia per il ripristino | Ejerlejlighedsloven, §§ 4 a–4 d |
| Irlanda | Passare dalla owners' management company, che realizza la rete di ricarica dell'edificio | Decidere se realizzare quella rete, con un contributo pubblico dell'80 % del costo | SEAI, Apartment Charger Grant |
I motivi che permettono al condominio di frenare l'installazione si somigliano molto da un Paese all'altro: che esista già un'infrastruttura comune adeguata o che sia stata approvata, un rischio reale per la sicurezza, che il cablaggio danneggi le parti comuni o che la colonnina invada le zone di passaggio. La Danimarca, per esempio, consente di rifiutarla nei posti non assegnati quando c'è già un punto ogni dieci; il Portogallo, quando il condominio ne installa uno comune con lo stesso servizio entro 90 giorni. Che "all'assemblea non va bene" non compare in nessun elenco.
I Paesi Bassi sono a metà strada: il governo ha messo in consultazione pubblica una legge che sostituirà il permesso con una semplice comunicazione al consiglio direttivo, anche per i posti auto comuni, ma finché non sarà approvata vale il regolamento di ciascun condominio.
Chi paga i lavori e chi paga la corrente
Qui le leggi concordano quasi senza eccezioni: la colonnina la paga chi la installa. I lavori, l'apparecchio, il cablaggio dal contatore e, quando sarà il momento, la rimozione e il ripristino di ciò che è stato toccato. Spagna e Francia lo dicono espressamente; la Germania lo formula come regola generale per qualsiasi intervento a beneficio di un solo proprietario, e la Danimarca aggiunge la responsabilità per i danni.
Per la corrente vale lo stesso. La soluzione pulita è tirare la linea dal contatore del proprio appartamento o installare un contatore dedicato per il posto auto; Andorra lo impone in modo espresso, con un dispositivo secondario che misuri il consumo della colonnina. Qualsiasi soluzione in cui la colonnina resti attaccata al quadro delle parti comuni, anche con la promessa di "poi facciamo i conti", finisce in una discussione nell'assemblea sul rendiconto, e chi deve pagare cosa lo spieghiamo nella guida alla ripartizione delle spese condominiali.

Conviene controllare anche l'assicurazione. La polizza del condominio copre l'edificio, non la colonnina di un vicino, e un incendio in un garage coinvolge tutte le auto parcheggiate. Chiedere all'installatore la certificazione dell'impianto e comunicarlo alla propria assicurazione costa poco.
Cosa deve contenere la comunicazione perché nessuno possa contestarla
Dove la legge chiede solo di comunicarlo, la comunicazione è proprio ciò che il condominio potrà contestare in seguito, e una comunicazione vaga apre la strada a liti sulla procedura anche quando l'installazione è impeccabile. Una comunicazione fatta bene include:
- Il posto auto interessato e il percorso esatto del cablaggio nelle parti comuni
- Lo schema o la relazione tecnica dell'installatore abilitato
- Da quale contatore arriva l'energia e come si misura il consumo
- La data prevista di inizio e la durata dei lavori
- L'impegno a sostenere il costo, la manutenzione e la rimozione
E sempre per iscritto, con prova della data di ricezione. In Francia, Belgio e Portogallo è indispensabile: i termini a disposizione del condominio decorrono dal ricevimento della lettera, e senza prova della data non c'è termine che tenga.
Quando anche il quinto vicino vuole la colonnina
La prima colonnina non è quasi mai il problema. Lo è la quinta, quando la potenza impegnata dell'edificio non basta per tutte contemporaneamente. A quel punto la soluzione individuale non ha più senso e il condominio dovrebbe valutare un impianto collettivo: una predisposizione comune con gestione dei carichi, a cui ogni condòmino si collega quando ne ha bisogno.
Questa decisione passa sì dall'assemblea, ma con maggioranze pensate per non bloccarla. In Italia le opere per le infrastrutture di ricarica si approvano con le maggioranze dell'art. 1136, primo, secondo e terzo comma, anche in seconda convocazione (le soglie sono nella nostra guida alle maggioranze in assemblea condominiale); in Francia dotare i posti auto di punti di ricarica si approva a maggioranza semplice, e in Germania i lavori si deliberano a maggioranza semplice anche se la ripartizione della spesa fra tutti richiede due terzi dei voti espressi e metà delle quote. Se in Germania passa solo a maggioranza semplice, pagano i favorevoli, e chi ha votato contro può collegarsi più avanti versando un equo conguaglio (§21 WEG).
È una conversazione che va meglio con i dati che con le opinioni: quanti posti auto ci sono, quanti vicini hanno o pensano di avere un'auto elettrica e quale potenza regge l'allaccio. Con Vecinly le richieste dei condòmini restano registrate con la loro data, e un sondaggio prima dell'assemblea offre un numero su cui discutere invece di un "secondo me non la userà nessuno".
Il condominio può vietarmi di installare una colonnina nel mio posto auto?
Nella maggior parte dei Paesi no. Spagna, Andorra, Francia, Belgio, Germania, Austria, Portogallo e Danimarca riconoscono il diritto del proprietario; in Spagna e Andorra la legge non prevede opposizione (in Catalogna il condominio può solo proporre un'alternativa entro 30 giorni), e negli altri il condominio può fermarlo solo per motivi precisi, come la sicurezza o l'esistenza di un'infrastruttura comune. In Italia l'assemblea può negarlo, ma se lo fa o non risponde entro tre mesi il proprietario può installarlo a proprie spese. In Irlanda si passa dalla management company dell'edificio, e nei Paesi Bassi dipende dal regolamento.
Bisogna metterlo ai voti in assemblea?
In Spagna basta comunicarlo al condominio prima di iniziare; in Catalogna, inviare il progetto tecnico 30 giorni prima. Nemmeno in Francia, Belgio, Austria e Danimarca si vota: si notifica e il condominio ha un termine per opporsi, o motivi tassativi per rifiutare; in Portogallo il condominio vota solo se vuole opporsi. In Italia la decisione spetta all'assemblea, con il limite dei tre mesi, in Irlanda alla management company, e nei Paesi Bassi all'assemblea, salvo che il regolamento segua il modello del 2017.
Chi paga l'installazione e l'elettricità della colonnina?
Il proprietario che la installa: i lavori, l'apparecchio e i consumi, che conviene misurare con un contatore proprio o con un sottocontatore. In Italia la legge lo dice espressamente ("a proprie spese"), come in Spagna, Francia, Portogallo, Germania e Danimarca.
Posso ricaricare l'auto da una normale presa del garage?
Non senza l'accordo del condominio. Quella presa è collegata alla fornitura delle parti comuni, quindi l'energia la pagano tutti i condòmini. Inoltre, una presa domestica non è pensata per reggere ore di ricarica continua.
In pochi anni la colonnina in garage è passata dall'essere un favore da chiedere all'assemblea a un intervento che il proprietario comunica e paga. Al condominio resta il compito di pretendere che sia fatto bene: per iscritto, con un installatore abilitato, con un contatore proprio e senza scaricare la bolletta su nessun altro. E, prima che arrivi la quinta auto, di mettere all'ordine del giorno un impianto comune.
Informazioni aggiornate a settembre 2026. Questo articolo ha carattere informativo e non costituisce consulenza legale.
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